LE 3 PEGGIORI ABITUDINI SULLA LETTURA, DARWIN, E LA LETTURA VELOCE

LE 3 PEGGIORI ABITUDINI SULLA LETTURA CHE TI PORTI DIETRO DALLA SCUOLA, DARWIN, E LA LETTURA VELOCE

 

EVOLUZIONE LETTURA

Quante volte ti sarà capitato?
Leggi una pagina, arrivi alla fine e ti chiedi: Ma cosa ho letto?
Forse tante volte l’hai associato alla distrazione, ed è vero. Se quando leggi ti capita di pensare ad altro stiamo parlando proprio di questo.

Ma non solo.
Capire un errore significa poterlo migliorare. E se lo stesso errore capita ancora, significa che c’è qualcosa da correggere nelle tue strategie.

 

La verità è che ti porti dietro dalla scuola tantissime abitudini sbagliate, che solo per il fatto che le hai imparate da piccolo, sono diventate qualcosa di assodato, e non le hai mai messe in discussione.

Bene, tieniti forte. Stai per scoprire i veri motivi della distrazione che ti fanno perdere ogni giorno tantissimo tempo, e cosa puoi fare per migliorarli.

 

AFFRONTARE I MOSTRI DEL PASSATO 

MOSTRO PASSATO

Quando si parla di lettura le statistiche sono spaventose. Per esempio se sei un lavoratore o professionista, è stato visto che su quattro ore passate a studiare o ad aggiornarti, probabilmente ne passi una pensando ad altro. Se sei uno studente si parla di una ora di distrazione su due. Ti risulta una cosa simile?

 

Se quel tempo che dedichi pensando ad altro fosse di aiuto per farti essere più carico e produttivo, allora non avrei niente da dire.
Ma qui stiamo parlando della peggiore distrazione, quella che ti fa solo perdere tempo. Avere la “testa per aria” non aiuta a rilassarti, ne a ricaricarti.
Se vuoi capire l’anello mancante della catena, devi tornare indietro negli anni, nelle abitudini che ti hanno insegnato a scuola.

 

E prima di analizzare ogni singolo aspetto, permettiti di metterti in guardia: non prendere per buono tutto e subito quello che ti dico. E non buttarlo neanche via in maniera scettica dicendo la classica frase: “Ma io sono fatto così!”

Ricordati che giudicare senza investigare non porta a nulla, quindi ti invito proprio a riflettere, applicare e sperimentare su di te le cose che ti dirò.

 

Impara a pensare in maniera critica dopo che hai acquisito queste nuove informazioni, che non ti hanno mai insegnato. Metti sempre in dubbio quello che ti hanno detto, e che tu non hai sperimentato. E creati la tua miglior opinione.

Se sei un po’ duro e attaccato al fatto che tu “hai sempre ragione”, beh, tieniti la ragione e smetti di leggere! Non ti voglio convincere, ma solo farti vedere l’altro lato della medaglia.

 

Tante volte nella mia vita ho messo in discussione quello che mi avevano insegnato la scuola, la famiglia, la società, e questo mi ha permesso di avere una seconda visione, utile a conoscere meglio i fatti: non per forza era tutto sbagliato. Alle volte cambiavo le mie idee, altre volte le rafforzavo.

E per farlo devi toglierti i filtri mentali che ogni giorno, rafforzano l’ego, e celano la verità.

 

COME NASCONO LE TUE CONVIZIONI SULLA LETTURA 

BAMBINO LETTURA

Una forma di condizionamento totale che hai avuto nella tua vita è stata proprio riguardo al metodo di studio, e in particolare alla lettura.

 

Quando parlo con studenti o professionisti, ognuno di loro mi dice che ha il “suo” metodo. Probabilmente anche tu, se ti chiedessi: qual è il tuo metodo? Mi diresti che magari preferisci:

  • leggere ad alta o bassa voce
  • fare schemi o riassunti
  • scrivere papiri lunghissimi o magari non scrivere e non sottolineare niente 
  • Rileggere più volte
  • Ripetere ad alta voce “se no non ti rimane nulla”
  • Etc, etc

Ora tieni presente una cosa:

Quando più persone fanno “a modo loro”, vuol dire che non esiste vero metodo!

 

Prendiamo il campo della fotografia: per fare delle buone foto ci sono delle regole base che funzionano. Non esiste che in un corso di fotografia un alunno salta fuori e dice: “Ma, secondo me viene meglio così!!!!”

Il “Ma secondo me” è un sintomo di chiusura e bigottismo. In tutti i campi. Pensa alla musica: nessun musicista riesce ad improvvisare, senza prima avere imparato ad eseguire bene le scale melodiche.

 

Tornando alla lettura, qui non stiamo neanche parlando di “imparare le basi”, perché questo presuppone che qualcuno le abbia imparate in maniera corretta e te le abbia insegnate.

Stiamo parlando del fatto che prima di imparare devi scendere dalla “sedia traballante” dove ti hanno messo tanto tempo fa.

Il fatto che fino ad ora sei riuscito a stare in piedi in equilibrio sulla sedia, e quindi a ottenere risultati a scuola o all’università perché avevi un tuo metodo, non significa che questo funzioni veramente.
Significa solo che sei un Eroe. Non scherzo! Significa che come direbbe Darwin sei una specie intelligente che nonostante le difficoltà ha trovato il modo di evolversi.

 

Quindi complimenti per i passi che hai fatto fino a qui!
Complimenti per la tua determinazione.Lo so, alle volte il prezzo è stato molto alto. Se ti avessi incontrato prima!” mi dicono tante persone.

Forse finora, per ottenere quello che hai ottenuto, hai dovuto rinunciare ad uscire con gli amici, alle persone che ami, o persino alla tua salute.

 

E se dopo tutti questi sacrifici, ti rendi conto che quando leggi, un’ora su due di studio pensi ad altro, allora ti sale anche la rabbia.

rabbia studente

 

Questo accade anche alla persona più motivata sulla faccia della terra: avere tanta motivazione con le strategie sbagliate, significa tanto stress e fatica nell’ottenere il risultato.

Come se prendessimo il motore di una Ferrari e lo mettessimo in una cinquecento. Sicuramente non andrebbe alle prestazioni per cui potenzialmente potrebbe.

 

Forse sono ridondante, ma il punto è questo: se non ti accorgi di questa “falla” del tuo sistema, cioè di avere una strategia che non è funzionale al tuo risultato, più passa il tempo, e più lo rimpiangerai.

Ho conosciuto tante persone che vorrebbero finire gli studi o ricominciare a studiare, ma non lo fanno proprio per la difficoltà di approccio o mancanza di strategia.

 

Ho conosciuto tantissimi studenti che hanno scelto cosa fare nella vita, non in base a quello che loro volevano veramente; ma in base a quello che i professori gli dicevano di essere in grado o no di poter fare.

Una totale ignoranza nel nostro sistema che sta causando la “Morte Mentale” per tante persone è il caso della Dislessia.

EMISFERO CERVELLOInfatti, a differenza di quello che ti fanno credere la maggior parte di insegnanti o medici, non è affatto un “problema”.

La persona dislessica infatti non ha di fatto una incapacità nella lettura (questo è quello che tutti vogliono fargli credere) quanto piuttosto un uso differente del suo cervello.

 

E’ stato visto e dimostrato che le persone dislessiche, hanno l’emisfero destro, la parte del nostro cervello dedicata alle emozioni e alla creatività, molto sviluppata. Quindi nel pratico, questo emisfero lancia degli impulsi più frequenti, e nella lettura di fatto tende a invertire lettere o addirittura parole.

Immagina quando un ragazzo incontra un’insegnante che gli dice mentre legge: “Devi andare piano, altrimenti non capisci nulla!”

 

Questo suggerimento (magari dato con le buone intenzioni) non facilità l’uso dell’emisfero destro (che manda impulsi rapidamente), ma al contrario lo manda in “corto circuito”.
Risultato: il ragazzo farà ancora più fatica, entra in difficoltà e inizierà a vedere la sua diversità come una incapacità.

Se conosci un ragazzo o una persona dislessica, prima di prendere come oro colato qualsiasi cosa ti dicano dottori, neurologi o logopedisti, ti consiglio di leggere e informarti. Ricorda che un bambino o un ragazzo crea significato agli eventi solo in base alle emozioni che gli sono trasmesse, e la maggior parte di volte sono proprio i genitori ansiosi.

 

Riguardo a questo campo, se vuoi approfondire ti consiglio di dare un’occhiata al sito di W la dislessia (CLICCA QUI), dove potrai leggere gli articoli sul blog e comprare il libro che hanno scritto Alessandro, Paola e Valentina, che si sono specializzati fortemente in questo campo e stanno facendo un grandissimo lavoro che fa la differenza per tanti ragazzi.

 

Torniamo a noi. Ecco un altro esempio a proposito di associazioni negative.
Mi ricordo di una mia compagna di liceo, una delle più brave della classe, che appena vide il voto di uscita all’esame di maturità (prese il massimo, come sempre) disse:

“Ho sofferto fin troppo, adesso non toccherò più un libro in vita mia”.

Questo è quello che può accadere quando inizi ad associare allo studio difficoltà o pesantezza o altre emozioni del genere.

 

Riflettici un attimo, all’idea di studiare, che tipo di emozioni provi?
Provi felicità? Noia? Depressione?

Scrivi le prime 3 emozioni che ti vengono in mente:
1. ………….
2. ………….
3. ………….

 

Non pensare all’emozione che ti da l’oggetto del tuo studio, ma lo studiare in sé. Ti faccio un esempio: quando studiavo all’università giurisprudenza, mi piaceva conoscere le clausole del contratto e le regole fondamentali per una corretta transazione.

Ma l’idea di affrontare un manuale di 1200 pagine sul contratto non mi dava proprio delle emozioni positive!

 

Che dici, sei pronto a scendere dalla sedia traballante e vedere le cose da un altro punto di vista?

Ora è il momento di fare luce su questo. E’ ora di capire dove sbagli, e cambiare. E mettere il turbo alle tue strategie, per evitare di fare la fine del mulo (che ci prende gusto a sopportare la fatica!).
Vediamo nel dettaglio quali sono i 3 miti sulla lettura che ti porti dietro dalla scuola.

 

 

MITO NUMERO 1: “PIÙ VAI PIANO A LEGGERE, PIÙ CAPISCI” 

AUTOSTRADA

 

Piu’ vai piano, più capisci!” Quante volte me lo ripeteva la maestra.
E successivamente, i professori. Mi dicevano: “Se vuoi capire bene devi andare adagio, altrimenti fai confusione!”
Ma più andavo piano, più mi distraevo, e non capivo il perché.

 

Immagina di andare in macchina in autostrada, ad una velocità di 60 km/h. Sei nella corsia di destra, e a quella velocità anche i camion ti superano. Cosa farà la tua testa? Inizierà a pensare a mille cose, cose che devi fare, pensieri ecc.

Ora se inizi a spingere sull’acceleratore e porti la macchina alla massima velocità consentita (per esempio 130 Km/h) sarai molto più concentrato.

 

Trovi ragionevole questo esempio? Immagino di sì. Anche se è contro tutto quello che ti hanno sempre detto.
“Ma se io vado veloce non capisco nulla!” Mi dirai.

 

Ferma un attimo. Leggere con le tecniche di lettura veloce, non significa sfogliare velocemente le pagine. E sicuramente l’obiettivo di una tecnica di lettura NON è quello di non farti capire nulla! Non credi?
Pensi che insegnerebbero queste tecniche nelle scuole più avanzate del mondo se la velocità fosse a discapito della comprensione? Sicuramente no, non farmi ridere.

 

Quindi ti dico subito che per andare veloce e capire devi fare esercizi mirati ad aumentare le capcità del tuo occhio, esercizi di:

  • ampliamento del campo visivo
  • aumento della velocità di spostamento
  • aumento della velocità di percezione (ora non entro nel dettaglio tecnico)

 

Quindi tutto quello che ho imparato sulla lettura è sbagliato Lorenzo?”
Diciamo che ora stai aprendo un po’ più gli occhi su quello che ti è stato insegnato.

Avresti voglia di prendere i tuoi insegnanti e seviziarli a uno a uno per averti fatto perdere così tanto tempo e averti causato tante frustrazioni? Aspetta un attimo.
Non è solo colpa loro. In realtà la maggior parte di colpa sì, ma adesso non conta.

 

Una delle domande più gettonate che mi sono sentito dire nella mia carriera è:

“Ma perché le tecniche di lettura veloce non vengono insegnate nelle scuole?”

Risposta: le resposabilità di questo sono da attibuire a più livelli:, tipo:

  • l’ottusità di molti insegnanti
  • la limitatezza di molti professori
  • il sistema che non agevola lo sviluppo e l’istruzione togliendo sempre più fondi
  • il governo
  • etc

E soprattutto, cambiare metodo di insegnamento nella scuola significa affrontare tutta una serie di convinzioni (l’Italia è la culla della cultura, ecc) e burocrazie tali da scoraggiare anche il più pavido degli eroi (in Italia non siamo proprio i capostipiti in tema di istruzione, lo sapevi? ). Ma stai tranquillo, piano piano, nel giro di qualche decennio, la conoscenza arriverà anche alla massa.

 

Certo è, che se qualche insegnante, appassionato del proprio lavoro, dedicasse un po’ di tempo ad informarsi, forse le cose cambierebbero più velocemente. In America, e in tanti paesi europei la lettura veloce è insegnata da tanti anni.

 

Ma questo non è il momento per trovare un colpevole, bensì per chiederti come far diventare questa conoscenza un tuo punto di forza, per farti dimezzare i tempi di studio da subito, e quindi avere più tempo libero per te.

 

 

COME FUNZIONA REALMENTE LA CONCENTRAZIONE

Più sei impegnato mentalmente, più sei concentrato.

Ecco uno dei motivi per cui, se sei uno studente universitario, noterai che il tuo livello di attenzione è più alto in prossimità degli esami, quando hai poco tempo, e quindi “non puoi più scappare”.

 

Ci sono momenti dove l’attenzione è maggiore, altri momenti dove l’attenzione è minore. Se pensi a quando stai per iniziare una prova importante tipo un esame, un colloquio con un cliente importante, la tua attenzione va a mille, e sei molto più concentrato e ricettivo. Al contrario, se la situazione è tranquilla il tuo cervello si rilassa, e si “permette” di adagiarsi. Tieni sempre a mente l’esempio della guida in autostrada.

 

Infatti, il tuo cervello non è stupido! Lui cerca sempre di scegliere il percorso più facile, quello che richiede meno sforzi. Ti è mai successo di posticipare la sveglia? Bene, anche il tuo cervello ragiona più o meno così (sceglie la via più comoda).
Ma torniamo a noi. Per semplificarti il discorso:

se hai un livello potenziale di concentrazione, e lo usi poco, il cervello si attiva per fare altro

Ecco perché le tecniche di lettura sono così efficaci. Perché vanno a sfruttare al meglio tutta la tua concentrazione, utilizzando al meglio i muscoli oculari (quindi non basta sfogliare le pagine più velocemente, devi fare esercizio!).

Schermata 2015-12-22 alle 19.08.06

MITO NUMERO 2: “LEGGI PAROLA PER PAROLA”

Ecco un altro mito da sfatare, che non fa altro che farti perdere tanto tempo.

“Quindi Lorenzo, significa che devo saltare le parole? E se poi non capisco il significato?”
E’ un dubbio legittimo, ma il punto è un altro. Quando leggi devi tenere conto di due elementi:

 

  • Ogni libro o manuale è strutturato secondo il “principio 80-20″. Significa che contiene (nella maggior parte di casi) il 20% di informazioni importanti, mentre il resto 80 per cento è la spiegazione del 20%, il contorno che serve a creare maggior comprensione (e volume in generale).

 

  • La tua mente non riesce a non dare un significato alle cose. Deve sempre dare un significato, quindi per esempio, se tu leggessi una pagina di un testo senza considerare gli articoli e le preposizioni, capisci lo stesso!

 

Ma si può fare ancora di più. Il tuo cervello è talmente potente, che anche se tu saltassi qualche parola chiave, se ne accorgerebbe comunque, lanciandoti un segnale. Un campanellino d’allarme che ti dice: “Ehy, qui qualcosa non quadra!” 

Ecco perché non serve a niente leggere parola per parola.

 

MITO NUMERO 3: “LEGGI AD ALTA VOCE”

 

Quando ti hanno insegnato a leggere, in prima elementare, ti dicevano: “Leggi ad alta voce!“.

Infatti, nel tuo cammino per diventare un perfetto lettore, è stato importante imparare  a pronunciare bene le parole, a scandirle, e a dare un senso e un significato alle frasi.

 

Questa “pratica” iniziale aveva l’obiettivo di insegnarti a leggere, nel senso di lettura in pubblico, e mentre lo facevi la maestra ti correggeva. 

Purtroppo tanti insegnanti hanno confuso il fatto di:

  • leggere “per imparare a leggere” con
  • la “lettura per comprensione”, che ha il suo unico scopo nel comprendere il significato.

 

Probabilmente hai pensato anche tu: “Se leggo ad alta voce sono più concentrato”. Peccato che non ha niente a che vedere la lettura ad alta voce con la concentrazione. 

La concentrazione è uno stato che deriva dall’interno, non dall’esterno. Il fatto di leggere ad alta voce non ti aiuta per niente, anzi ti disillude. E’ come se volessi dare voce alla tua “coscienza interiore”.

 

Questa cosa mi fa ridere, proprio perché mi capitava tante volte in passato. Facevo fatica a concentrarmi, e allora usavo la lettura a voce alta per sovrastare i pensieri e quindi non sentirli, ma visto che non ci riuscivo lo stesso ad essere concentrato, mi capitava perfino di urlare!!! 

 

 

I PRIMI 3 PASSI DA FARE PER SCAPPARE DALLE PEGGIORI ABITUDINI SULLA LETTURA


Se sei arrivato fin qui, immagino che sei sul punto di chiedermi: “Bene Lorenzo, quindi cosa dovrei fare per leggere meglio ed evitare di distrarmi?”
La risposta più diretta per ridurre di tantissimo i tempi è: impara prima che puoi le tecniche di lettura veloce.

 

Non solo ti permettono di conoscere al meglio i meccanismi che funzionano, ma ti permetteranno di potenziare le capacità del tuo occhio, in modo da ridurre a zero i tempi morti della lettura (pochi tempi morti con la testa per aria) e triplicare la velocità mantenendo costante la comprensione.

 

Schermata 2015-12-22 alle 19.36.20

 

Ma prima di buttarti nell’imparare queste nuove strategie, ecco tre semplici passi che puoi fare subito per risparmiare tempo e fatica, aumentando la concentrazione.

 

1 Ingrana una marcia in più
Quando leggi, sforzati di muovere l’occhio più velocemente. Anche se non hai delle strategie, cerca di muoverti più velocemente in modo da essere totalmente concentrato. Immagina di avere l’esame domani. Fai di tutto per crearti una scadenza a breve termine ed essere totalmente sul pezzo. E ricorda: più vai piano più il tuo cervello si distrae, agisci di conseguenza!

 

2 Salta le parole!
Impara a non dare importanza a tutto ciò che viene scritto, inizia a saltare le preposizioni e gli articoli, e concentrati sulle parole. Noterai che il tuo cervello si attiva di più, risparmierai tempo e capirai lo stesso. 

 

3 Stai muto!
Se leggevi ad alta voce, è arrivato il momento di lasciare andare questa abitudine, e concentrarti sulla lettura mentale. Nota anche, se ti capita di muovere le labbra (sub-vocalizzazione) e nel caso sforzati a tenerle ferme.

 

 

Inizia a fare questi tre passi, e fammi sapere che tipo di miglioramenti riscontri. All’inizio non sarà facile, soprattutto per le  abitudini che hai sempre avuto da quando avevi 6 anni.
Ma questa è una strada piena di cambiamento e soddisfazione, che ti permetterà di dimezzare i tempi facilmente, in barba a tutti i tuoi professori!
Buona lettura!

Lorenzo

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