DARE PIÙ ESAMI IN UNA SESSIONE : ECCO UN ERRORE CHE FANNO IN MOLTI CHE FA PERDERE LA MOTIVAZIONE

DARE PIÙ ESAMI IN UNA SESSIONE : ECCO UN ERRORE CHE FANNO IN MOLTI CHE FA PERDERE LA MOTIVAZIONE

Come studiare più esami contemporaneamente? E’ buono farlo o rischio di far confusione?

Sono problemi che probabilmente ti sei posto nella tua carriera universitaria se:

  • vuoi tenere alta la bandiera dandoti molto da fare
  • sei rimasto indietro di qualche esame
  • perchè l’università ti costringe a tenere dei ritmi intensi tra parziali ed sessioni.

Oggi voglio darti qualche consiglio per aiutarti meglio nella preparazione mentale, ed evitare di farti scoppiare la testa arrivando alla sessionefatidica con :

  • 10 caffè al giorno
  • zero uscite serali
  • simpatia con i membri della tua famiglia modello scossa elettrica
  • crisi di panico
  • ansia da prestazione

 

LA STRATEGIA CHE TI PORTA A NON DORMIRE LA NOTTE DALL’ANSIA

Ora, facciamo l’ipotesi che tu decidi di voler dare 3 esami nella prossima sessione di Gennaio/Febbraio.

La strategia usata dalla maggior parte di studenti per raggiungere questo risultato è di portare avanti lo studio dei vari esami TUTTI INSIEME.

Quindi per portare avanti le cose insieme, li studi entrambi, PASSO A PASSO.

Questo è un errore grandissimo, perché in questa maniera stai sforzando il tuo cervello e la tua concentrazione a lavorare “contro di te”.

Mi spiego meglio.

Naturalmente ci sono tante eccezioni, in base al tipo di facoltà, e al tipo di esami. Alcuni sono più pratici, altri più teorici.

Mi immagino già qualche studente che vuol fare il FIGO che mi salta addosso e mi dice: “Guarda che io nel modo in cui ho sempre studiato ho ottenuto questo , questo e questo… !!!

E io: “Bravo!” ( mi verrebbe da dirgli “e chisssenefrega!” ma rispetto comunque il suo parere).

Tendenzialmente chi dice così non ha per niente voglia di mettersi in discussione, ma lo fa solo per mettersi in mostra, quindi dopo che gli dici “bravo” è contento e se ne esce continuando a pensare che non c’è nessuno più bravo o intelligente di lui. Ne conosci qualcuno così?

Infatti non mi rivolgo a studenti di questo tipo.

Sto parlando adesso a te, se pensi anche solo lontanamente che ci sia un modo per migliorare, per fare meno fatica.

Non stiamo parlando di opinioni personali, ma di cosa significa avere una strategia. Quindi cerca di avere la mente elastica perché con un piccolo sforzo voglio trasmetterti un concetto importante per i tuoi studi.

LA STORIA DI PINO IL BOSCAIOLO

La cosa peggiore che puoi fare è chiudere gli occhi come Pino il Boscaiolo:

“Un uomo sta camminando nel bosco quando incontra un boscaiolo intento a segare un albero. Il boscaiolo è affaticato: lavora da 5 ore  ed ha molta fretta di finire il lavoro. L’uomo nota che la lama non taglia bene e lo fa notare al boscaiolo, suggerendogli di fermarsi ad affilare la lama della sua sega. Il boscaiolo stizzito risponde: « Non si rende conto che ho fretta? Non ho tempo di fermarmi per affilare la lama, devo abbattere questo albero al più presto».

Cosa ci insegna questa storia di Stephen Covey: che non basta la volontà e l’impegno per essere efficienti, ma è necessario avere gli strumenti giusti, e mantenerli sempre efficaci “affilando la lama”.

Sono diretto proprio perché ogni giorno so che stai sputando sangue nel raggiungere il risultato, e so cosa significa perché ci sono passato.

Magari hai anche notato che più vai avanti, più ti cala la motivazione.

IL SEGRETO DELLA MOTIVAZIONE:

studente medicinaLa motivazione cala quando non hai il metodo giusto per fare le cose.

Ti ripeto non parlo allo studente svogliato che non ha un cavolo di voglia di fare. Quello non sa neanche che cosa è la motivazione.

Sto parlando a te se sei una persona che ci tiene al suo futuro e hai voglia veramente di andare AVANTI nel tuo cammino.

 

Magari sei stanco dell’università, e hai voglia di finire perché ti senti pronto alle sfide lavorative.

O magari vuoi primeggiare, e far sì che il tuo curriculum sia il tuo biglietto da visita migliore.

Pensa che basterebbe veramente poco per farti saltare come un grillo a livello di motivazione.

  • Pensa: cosa potrebbe significare non dover TORNARE A RIPETERE le cose che hai già studiato?
  • Oppure: come sarebbe poter ELIMINARE tutto il TEMPO in cui ti distrai in fase di lettura!

E’ stato stimato che uno studente universitario, su 4 ore di studio ne passa 2 pensando ad altro, tantissimo!

Tanto (spreco) di tempo, che potresti passare facendo altro, con altre persone, o a divertirti!

COME FUNZIONA IL CAMBIAMENTO

hand pointing to light bulbsIl cambiamento è graduale nel processo, ma esponenziale nei risultati. Ti faccio un esempio: Una nave che parte da Lisbona verso New york, cambiando la propria rotta di soli 20 gradi dopo la partenza, dove arriverebbe?

In un punto esattamente diverso!

Lo so, accettare di cambiare qualche abitudine di studio, non è un passo facile, e ti dico anche che se fai fatica non è colpa tua.

Purtroppo nessuno ti ha insegnato un metodo di studio veramente efficace. E soprattutto nel passato ti hanno convinto del contrario!

Qualche insegnante ti ha dato qualche indicazione, unita ai consigli della zia laureata. E in questo vuoto far west di indicazioni che non funzionavano, sei stato costretto a crearti un tuo metodo, cioè hai usato l’intelligenza e te la sei cavata.

Ma quando ognuno ha il suo modo, significa che non è un vero metodo. E’ solo il meno peggio. Datti la possibilità di imparare ad imparare, perché ti risparmierà tanta fatica, perché se aspetti che lo facciano i professori a scuola passeranno altri 20 anni!

 

L’ERRORE PRINCIPALE E COSA PUOI FARE DA SUBITO 

Torniamo alla preparazione di piu’ esami insieme.

L’errore più grave che puoi fare è portarli avanti di pari passo tutti. Ti spiego perché, in 2 motivi.

  1. Il cervello NON si SPEGNE mai, è attivo anche quando non studi.

Questo significa che in momenti diversi dallo studio, per esempio quando:

  • dormi
  • fai attività fisica
  • pensi ad altro

lui continua a lavorare per te. Nel senso che :

  • rielabora i ricordi
  • sedimenta le sinapsi
  • ti concende nuovi spunti

E sono sicuro che ti è già successo che in un momento inaspettato ti è arrivato qualche suggerimento!! (….Il brutto è quando ti arriva dopo che hai sostenuto l’esame! Ahia!).

   2. Il cervello NON ragiona in MULTITASKING. Quindi, più sei concentrato su una materia, più riuscirai ad essere totalmente sul pezzo.

Non sto dicendo che se stai preparando l’esame di diritto civile non puoi seguire le lezioni di procedura amministrativa.

Il mio suggerimento è di seguire tutte le lezioni che vuoi, ma andare avanti spedito nel pomeriggio a studiare UNA SINGOLA materia.

Quindi morale della favola:

1 Se vuoi avere un alleato, e non un soldato che lotta contro, ogni giorno devi focalizzarti solo su esame alla volta.

Cerca di studiare più velocemente che puoi ogni materia, e se non hai ancora tecniche di memoria di ricordo a lungo termine quantomeno cerca di schematizzare al meglio in modo che in prossimità dell’esame sei veloce a ripassare.

2 Organizza il piano di studio tenendo conto di finire lo “studio grosso” una settimana prima dell’esame in arrivo, in modo che in prossimità sposti la tua attenzione su quello imminente.

 

Per farti un esempio pratico.

Hai tre esami da dare, uno il 20 gennaio, uno il 28 gennaio, uno il 18 febbraio.

Fatti un programma nel modo in cui ti ho insegnato nel post sull’organizzazione (se non l’hai letto vai assolutamente a leggerlo CLICCANDO QUI)

Fai in modo di studiare i tre esami uno alla volta il più velocemente possibile, in modo da avere gli appunti o schemi o meglio delle MAPPE MENTALI gia’ fatte, una settimana prima di ogni esame.

Segui il programma giornaliero, e arriva prima dell’inizio della sessione ad aver preparato (come lettura e sintesi) quasi tutti gli esami.

Una settimana prima di ogni esame ti dedichi al ripasso e alla prova esposizione dell’esame che devi sostenere.

Spacca e scrivimi i tuoi risultati!

Lorenzo

 

 

 

 

COME EVITARE DI CADERE NELLA TRAPPOLA DEI “PROGRAMMINI” PER PREPARARE UN ESAME

COME EVITARE DI CADERE NELLA TRAPPOLA DEI “PROGRAMMINI” PER PREPARARE UN ESAME

 

studente panico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se anche tu stai programmando le vacanze di Natale in base agli esami che vuoi sostenere nella sessione di gennaio e febbraio, leggi bene questo post, perché voglio darti consigli utili per ottenere il massimo e farti risparmiare figuracce e ansia da esame.

LA STRATEGIA FALLIMENTARE DEI “PROGRAMMINI”

Quando vuoi sostenere degli esami, uno dei problemi più grandi è proprio l’organizzazione.
 
Ti è mai successo di fare il “Programma perfetto” sulla carta, e modificarlo qualche giorno più tardi?
 
Il giorno che lo scrivi sembra che tutto sia “fattibile”, e ti senti anche motivato all’idea che tutto vada bene!
 
Ma, chissà come mai, l’imprevisto capita sempre, e mandi tutto all’aria, a volte questo capita addirittura dopo pochi giorni!
 
Infatti, la maggior parte di studenti per organizzare un esame segue questo processo ingegneristico: facciamo un esempio: 
 
Esame di “Diritto del lavoro” il 20 gennaio.
Libro: 650 pagine + Appunti a lezione.
 
“Allora…. tolgo le feste principali, Natale, Capodanno, il primo dell’anno, il giorno dopo la sera del Poker di Natale, due giorni di relax per riprendersi dai cappelletti, rimangono disponibili : 25 giorni”.
 
Quindi, calcolatrice alla mano: 650 /25 = 26 pagine al giorno, a partire da domani.
 
“Fantastico! Ce la posso fare!
Mi sento talmente motivato all’idea che quasi quasi… oggi non studio!”
 
Hai mai conosciuto qualcuno che ragiona così?
 
Ti risparmio l’epilogo perché magari lo conosci, ma in breve:
 
– Giorno successivo: Inizi e porti a termine l’obiettivo
 
– Giorno successivo + 1: arriva il primo imprevisto che ti costringe a lasciarti una parte del programma per il giorno dopo.
 
– Giorno successivo + 2: hai da studiare quasi il doppio delle pagine ma ce la puoi fare. Se non fosse che ….. (secondo imprevisto, questo è urgente cavolo!)
 
– Giorno successivo + 3: hai sessanta pagine da fare (piccola sensazione di panico)
 
– Giorni successivi + x: sale l’ansia di non aver rispettato il programma, assieme a quella del telegiornale e ai regali di natale, e quindi dici a te stesso: “Fan..lo il programma, come và và!”
 
 

ansiaEVVIVA L’ANSIA

Ora ci sono studenti che pensano: “tanto quando arrivo vicino alla data dell’esame mi sale la tensione, mi chiudi in casa e studio di brutto!”
 
Ed è vero, in parte. E’ vero che l’adrenalina aiuta a tirare fuori il meglio di te. Ma non per questo vale la pena di stare 20 ore sveglio i giorni prima con l’ansia di farcela o non farcela. Non solo.
 
La cosa peggiore è sapere dentro di te che muovi il sedere senza una strategia precisa, e tutte le volte devi passare attraverso il “Tunnel Nero dello studio Pre-esame”.
 
Ricorda: NON avere una strategia, come in questo caso, è una sensazione peggiore che una strategie sbagliata.
 
 

GLI ELEMENTI CHE NON HAI MAI CONSIDERATO

 
Tieni presente che i motivi per cui “i programmini” non funzionano sono generalmente due.
 
Il primo è in FASE DI ORGANIZZAZIONE: non tieni conto in anticipo delle variabili ed imprevisti reali, ma ti lasci trasportare dalla motivazione del momento (quando programmi all’inizio, studieresti anche la notte, ma la realtà poi non è mai così!)
 
Il secondo motivo fondamentale è che il tuo OBIETTIVO giornaliero è FALSO.
 
Cosa intendo per falso?
Che è un obiettivo che, anche se lo raggiungi, comunque non ti da soddisfazione.
 
Prova a pensare: se ti dovessero interrogare la sera stessa su quelle 30- 40-50 pagine che hai fatto durante il giorno, cosa diresti?
Quanto sarebbe il tuo voto?
 
Ecco perché cala la motivazione.
Ogni giorno, hai come la sensazione di non aver fatto niente.
 
E questo è molto frustrante, perché dentro di te stai pensando: prima dell’esame devo riprendere tutto!
 
banner3
 
 

L’INGRANAGGIO MANCANTE

 
Prova a riflettere: quando è il momento reale in cui ti SENTI SICURO di sapere le cose?
 
– un mese prima dell’esame?
 
– 2 settimane prima dell’esame?
 
– 2 giorni prima dell’esame?
 
– (non vale dire MAI!)
 
Per la maggior parte di studenti, la sensazione di “Sapere” le cose, arriva solo dopo che:
 
1 hanno finito di leggere almeno 2 volte il manuale
 
2 hanno sottolineato le parti più importanti e/o fatto schemi o riassunti
 
3 hanno ripetuto più volte
 
Peccato che ci sono delle variabili che probabilmente non hai MAI tenuto in considerazione:
 
1. A leggere il manuale la prima volta perdi più del 50% DEL TEMPO.
 
2. Alle volte i riassunti e/o schemi sono lunghi da preparare, e la sensazione che hai scritto tanto, non combacia col fatto che quelle cose sono NELLA TUA TESTA.
 
3. La ripetizione non è a LUNGO TERMINE: quindi – se non hai una tecnica di memorizzazione a lungo termine – devi lasciarti tutto il DURO LAVORO alla fine, altrimenti ti dimentichi tutto (Dopo l’esame ti dimentichi tutto uguale, ma ormai … l’hai passato).
 
 

 

UNA PICCOLA LUCE PER USCIRE DAL TUNNEL

 
Intanto voglio darti qualche suggerimenti che puoi applicare subito nella tua organizzazione.
Quando fai il prossimo “Programmino”, segui questi 3 passi:
 
– 1 Una volta messe sul piatto le pagine effettive da fare, quando devi calcolare i GIORNI, togli: giornate di feste, domeniche e cerca sempre di ipotizzare gli imprevisti nel “worst case”(Caso peggiore). E’ importante non fare il “Super Man” ma se devi scegliere metti meno giorni, più quantità di pagine al giorno.
 
– 2 Fissa nella tua agenda ( se non ce l’hai ti consiglio subito di comprartene una) i BLOCCHI di TEMPO che ti servono ogni giorno per raggiungere l’obiettivo di pagine studiate che hai.
 
– 3 Cerca a fine giornata di NON LASCIARE il tuo studio senza aver fatto un RIPASSO di ciò che hai fatto durante la giornata.
 
Se oltre a questo, vuoi conoscere delle strategie per memorizzare a lungo termine e avere a fine giornata la sicurezza di tutto quello che hai studiato, rimani aggiornato sul Blog, e intanto commenta l’articolo qui sotto!
 
Lorenzo
 
 

MORTO DALLE TROPPE INFORMAZIONI: COME EVITARE DI FARE LA STESSA FINE DI ADELMO

 

morto

Una triste notizia: purtroppo il dott. Adelmo Alfieri è morto.

Mi sento in colpa. Sono arrivato tardi. Avrei potuto salvarlo.

Forse non provi tristezza e non sei addolorato per lui, perché credi di non conoscerlo.

Ma ti sbagli. Lui ti somigliava. Non era uguale a te fisicamente;

 

Adelmo è stato magro, poi un periodo ha messo su qualche chilo; in generale però trattava bene il suo corpo.

Lasciami spiegare meglio. 

Questa è una storia: la storia del dott. Adelmo Alfieri, che voleva essere un professionista migliore.

Adelmo è nato in Italia, nel 1973, in provincia di Milano.

Una vita serena: qualche partita di pallone con gli amici, le uscite nel week end con la ragazza; un bravo studente, con voti nella media.

Riesce a laurearsi a 26 anni. A 31 si sposa. Ed è proprio qui che inizia il racconto.

Rientrato dal viaggio di nozze, trova subito lavoro in un’azienda di prodotti per la casa, con 35 dipendenti.

Lui è impiegato; è bravo nel suo lavoro e gli piace farlo.

Dopo qualche anno, si accende nel suo cervello una piccolissima e ancora flebile luce, e una vocina gli parla:

“Quanto sarebbe bello poter pretendere di più dalla tua vita e dalle tue capacità?

Non sarebbe bello poterti specializzare come professionista?

Puoi fare carriera, diventare dirigente, creare progetti nuovi insieme al titolare della sua azienda e chissà perché no, un domani riuscire addirittura ad aprire una tua ditta!”

Adelmo, tornando razionale, sapeva che per fare questo passo ci sarebbe stato tanto da studiare.

Riprendere i libri, ma non quelli di scuola talmente colmi di concetti vecchi e lontani dalla pratica del lavoro, buoni solo per accendere il camino d’inverno.

Adelmo sapeva che per realizzare questi suoi sogni, avrebbe dovuto applicarsi, imparare cose nuove, come le ultime tecniche di marketing, leggere riguardo il funzionamento di una struttura aziendale, saper sfruttare al meglio internet per comunicare con i clienti, e anche capire come poter migliorare la propria autostima per i momenti difficili.

Una sera, tornato dal lavoro, si siede sul divano, gambe sulla sedia, cuscino dietro la testa.

schermo luminosoAppoggia il pc sulla pancia e accende lo schermo.

Ormai la luce era diventata un faro da stadio che gli faceva splendere il cervello.

Chi ha provato questa sensazione, sa di cosa parlo.

E’ il momento delle idee, dei sogni. E’ la fase in cui si aprono strade nuove e piene di speranza.

Adelmo col computer non era bravissimo, ma si affida alle sue emozioni ma soprattutto, a Google.

Così digita:

“Vorrei crescere nella mia azienda”

E osserva i risultati della ricerca:

“vuoi crescere in azienda?” diceva un sito.

“ Scopri quali sono i 3 errori che non devi mai commettere se vuoi crescere in azienda”

Adelmo clicca e legge.

Poi gli viene richiesta la sua email, per ricevere del materiale gratuito.

Lascia la mail e dopo pochi secondi, arrivano degli ottimi e-book.

Era davvero fantastico. Si sentiva motivato al massimo!

Arrivano poi altre mail e un invito a frequentare un corso specifico di 3 giorni, proprio per persone che vogliono crescere in azienda.

Prima di iscriversi al corso, fa altre ricerche tipo:

“Come far vendere di più la propria azienda”

Risultato: escono una decina di siti:

  • DIVENTA UN PROFESSIONISTA DELLA VENDITA,
  • IMPARA LE NUOVE TECNICHE DI PERSUASIONE,
  • CREA UN BLOG,
  • LAVORA SUL BRAND,

Inserisce la sua mail e riceve materiale….

Legge, legge, legge, …. Si rende conto di quanto tutte queste cose siano importanti e fondamentali per evitare di buttare all’aria il tempo e il progetto.

Vuole iniziare a capire anche di vendita nonostante al momento lui non se ne stesse occupando.

Ma un domani, quando farà progetti e avrà la sua azienda, sarà indispensabile.

Allora ricerca:

“come diventare un bravo venditore”

Si apre un mondo. Un mondo di esperti:

  • Esperti di come sapersi vestire in ogni occasione
  • Esperti di modulazione della propria voce, per sentirsi meglio con sé stessi e gli altri
  • Esperti di gestualità, di vendita a privati, di vendita a pubbliche amministrazioni, di fiducia in sé stessi, di espressioni facciali,…
  • Esperti nel creare empatia, di miglioramento dell’efficacia personale,…
  • Esperti nella socializzazione,…

Ognuno sembrava avere la verità, il segreto del successo, pronto all’uso.

Ricevette in una serata:

  • 15 e-book gratuiti
  • 42 contenuti multimediali
  • 7 Video corsi di 1 ora l’uno
  • 21 iscrizioni a gruppi facebook
  • 63 mail
  • 12 offerte mirabolanti con scadenze molto vicine.

Adelmo si sentì confuso. Molto confuso. La testa ribolliva.

CERVELLO CHE SCOPPIA

La sua luce mentale assetata di conoscenza, voglia di fare e sperimentare, si affievolì.

E poi si spense.

E lui quel giorno morì.

Certo non è stata una morte fisica, ma forse peggio.

 

Quel giorno, annebbiato dalla troppa informazione, dai troppi concetti, dalle troppe scelte, il suo cervello penso che:

  • c’era troppo da fare
  • troppo da studiare
  • troppi soldi da spendere
  • che era troppo vecchio
  • che forse avrebbe potuto continuare la sua vita tranquilla, stando bene lo stesso

Adelmo non sapeva da dove iniziare.

Non sapeva quali fossero i primi passi da compiere.

E all’idea di mettersi lì, come aveva fatto all’università, leggendo, rileggendo, ripetendo, già sentiva lo stress che saliva. 

E si arrese. I suoi sogni morirono nella sua testa, assieme alla sua speranza di cambiare.

COSA PUOI IMPARARE DA ADELMO?

Che ogni passo verso un cambiamento necessita di una buona motivazione, e di un ottimo metodo. 

Peccato che il tuo cervello, si comporta sempre come la “Zia Rompiscatole della famiglia”.

Critica sempre. Ti è mai successo di voler fare qualcosa e qualcuno ti osteggiasse? 

E’ normale!

Vuol dire che stai facendo qualcosa di diverso, di nuovo.

Ma il tuo cervello è pigro. Sai perché?

Perché vuole fare le cose che ha sempre fatto! Dove non c’è uno sforzo! Proprio perché fa meno fatica a percorrere sempre quella strada. 

All’interno del cervello mentre fai cose nuove stai creando proprio un solco diverso  (una nuova traccia Mnestica). 

E se ci pensi, ci sarà sempre una parte di te affezionata a tutto quello che hai fatto il giorno prima. Bene lascia che ci sia.

Concentrati su altro.

Concentrati su quell’altra voce: quella dei tuoi sogni, che ti mette in difficoltà.

E in questo frangente devi imparare a farti domande che ti aiutino a raggiungere gli obiettivi che hai in testa. 

Domande tipo:

  • In che modo posso essere più concentrato per apprendere meglio?
  • Quale parte del mio metodo mi fa perdere più tempo?
  • In che modo posso velocizzare il mio apprendimento?
  • Come posso studiare meglio anche se ho avuto una giornata stressante?

Ed ecco che ti si aprono dei file, il cervello ti propone delle soluzioni, e tu inizi a costruire nella tua mente un piccolo percorso, qualche intuizione.

Quella è la luce che Adelmo non vuole sentire, ma è l’unica che ti porterà nella strada dei tuoi sogni.

Continua a seguire gli articoli sul Blog, presto avrai tanti suggerimenti utili per avere un Metodo Efficace, che ti permetta di imparare senza stress anche alla fine di una giornata di lavoro.

Se non l’hai ancora fatto, segui le discussioni e gli articoli sul gruppo Facebook CLICCA QUI.

Commenta qui sotto: conosci qualcuno che una volta nella vita ha preso la strada di Adelmo ed è rimasto “vittima” delle troppe informazioni?

Lorenzo

 

 

 

COME UTILIZZARE LA CONCENTRAZIONE COME UN RAGGIO LASER

 

concentrazione laserSe potessimo canalizzare tutta l’energia prodotta dal sole, e direzionarla in un unico punto, quella forza diventerebbe il laser più potente del mondo.

Ma per nostra fortuna di terrestri, la potenza del sole non è “concentrata” e quindi maggior parte di essa viene dispersa.

Questo fenomeno avviene anche all’interno della tua mente quando stai facendo un’attività mentale. Più cose hai per la testa, minore sarà la tua potenza di concentrazione.

In questo post voglio darti dei suggerimenti per eliminare la maggior parte dei pensieri, e diventare totalmente focalizzato in quello che fai.

Uno dei problemi principali del professionista dello studio, con cui magari ti sarai scontrato più volte, è proprio la mancanza di concentrazione.

Probabilmente ti succede se quello di cui ti occupi è piuttosto impegnativo, che si và a sommare a tutti gli altri pensieri della vita quotidiana, come per esempio:

  • le cose da fare
  • gli amici
  • la famiglia

La testa è come una pentola, dove all’interno bollono tantissimi pensieri, e in teoria sarebbe facile concentrarsi, se non fosse che non esiste un ordine di importanza, e quindi per farti Continua a leggere

PAUSA CAFFE’?: COSA NON FARE ASSOLUTAMENTE SE NON VUOI PEGGIORARE LA CONCENTRAZIONE

 

Pausa caffè Se svolgi un’attività mentale, ci sono dei momenti durante la giornata dove il tuo cervello inizia a dare segni di stanchezza.

In particolare mi rivolgo te che sei un Professionista dello studio, cioè una persona che deve concentrarsi, e stare sul pezzo con la testa, che sia studio o lavoro.

Quello che leggerai non ti è stato mai insegnato a scuola, o sul lavoro, e forse questa mancanza ha contribuito a creare tanta noia e frustrazione all’apprendimento, ed è il motivo di tanto stress di fine giornata.

 

QUANDO E’ IL MOMENTO DELLA PAUSA?

L’avrai provato mille volte, ecco i principali sintomi:

  • Ti distrai più facilmente
  • Leggi e rileggi la stessa frase per 10 minuti, e fai fatica a capire il significato
  • Lo stress inizia a salire ed è difficile stare lì con la testa

In questi casi, può avere senso mettere alla prova la tua determinazione e sforzarsi fino alla morte?

Continua a leggere