Come prendere appunti a un corso di formazione in maniera Efficace

COME PRENDERE APPUNTI A UN CORSO DI FORMAZIONE IN MANIERA EFFICACE

chip

Da quando la formazione è diventata una parte fondamentale della mia crescita professionale, frequentare corsi non è rimasto più solo una passione ma è diventato un vero impegno.

E’ diventato fondamentale riuscire a ritenere quanto più possibile, archiviare nella maniera corretta e poter richiamare le informazioni quando volevo nella fase di applicazione.

 

E Tutte le volte che vado a un corso non c’è cosa che mi diverta di più che vedere le facce dei miei vicini di banco mentre prendo appunti.

Non solo: il loro stupore è unito alla frustrazione che provano quando tornano a guardare i LORO appunti. Non so spiegare il perché. Forse perché sanno che la maggior parte del materiale che scrivono con tanta precisione e attenzione finirà in un cassetto sperduto e probabilmente non lo rivedranno più.

Oppure perché solo all’idea di rileggersi quelle 20-30 …..a volte 50 pagine di appunti gli vengono in mente migliaia di cose da fare in sostituzione! E poi bisognerà anche applicarla tutta quella roba!!!

Insomma, penso che se questa persona potesse pagare qualsiasi cifra per avere un Cip che lo aiuti a non perdere tutte quelle informazioni pagherebbe qualsiasi cifra. 

chip memoria

 

Bene, ti dico subito che NON è possibile comprare un Chip da inserire nella memoria.

Ma è possibile imparare a sintetizzare e immagazzinare le informazioni in maniera efficace, in modo da archiviarle e ripescarle con sicurezza.

 

 

In particolare oggi vedrai come prendere appunti in maniera efficace, in modo da ricordarti a lungo termine tutto quello che è stato detto senza doverlo ristudiare più volte, e senza doverlo registrare!

Ora, aspetta. Prima di arrivare alle strategie che ti svelerò in questo articolo, è importante che tu capisca quali sono gli errori più frequenti e perché accadono, così che li riconoscerai quando i tuoi vicini ti banco ti tenteranno offrendoti un block notes vuoto da riempire.

 

Facciamo una panoramica degli principali esemplari “Appuntinari” che circolano nei corsi di aggiornamento o di formazione.

 

Esemplare numero 1: Lo Scrivano.

scribano

Lo Scrivano è quel personaggio che prende appunti scrivendo esattamente parola per parola ciò che dice l’oratore.

E’ un amante del dettato, e per paura di perdersi vuole evitare qualsiasi filtro tra i concetti spiegati e ciò che scrive.

Lui pensa: “adesso scrivo, poi a casa ci penso e capisco meglio, e sarà tutto più chiaro”. Non devo perdere nulla”.

 

Abitudini dello Scrivano: se il corso inizia alle nove lui si presenta alle 8:30, cerca il posto nelle prime file, ed è pronto con la penna sul foglio. Quando arriva l’oratore e dice “buongiorno!”, lo scrivano scrive: “buongiorno”.

 

Ora magari stai ridendo ma qualche volta è capitato anche a te di adottare questa scelta.

E sicuramente avrai notato i problemi che derivano: infatti magari riesci a scrivere perfettamente tutto, crei un vero compendio di appunti suscitando anche l’invidia di qualcun’ltro, che ti chiede di poterli fotocopiare.

Ma il problema maggiore è che seguendo in maniera precisa quello che scrivi, PERDI dei punti importanti della COMPRENSIONE.

 

Esemplare numero 2: L’ascoltatore.

ascoltatore

L’ascoltatore la maggior parte di volte è uno scrivano pentito che, consapevole di non riuscire a comprendere bene mentre scrive parola per parola, sceglie di stare solamente a sentire.

Si chiede tra sé e sè: “ma perché devo fare fatica a scrivere se poi mi perdo dei pezzi e non capisco? Tanto vale non scrivere!”.

 

Abitudini dell’Ascoltatore: questa mammifero è molto attento e presente durante la conferenza. Riesce a seguire perfettamente tutti i ragionamenti.

 

Ma ecco il problema che lo porta sempre più all’estinzione: dopo 2 – 3 ore di corso, se gli chiedessi di farti una scaletta dei punti chiave trattati sarebbe spiazzato, perché non ha una nessun riferimento scritto.

Senza togliere il fatto che gli appunti che ha preso nei ritagli di tempo sono disordinati e senza alcun contesto.

 

Esemplare numero 3: L’uomo Registratore.

uomo registra

Un altro esemplare che pascola nei corsi di formazione è l’uomo registratore, detto così proprio per la sua osmosi con l’oggetto in questione.

Questo ominide, dotato di elevata furbizia propria, è coscienzioso e calcolatore.

Egli non lascia niente al caso, e prepara il suo angolo di spazio con accurata malizia, pronto a registrare tutto il corso.

 

Abitudini dell’uomo registratore: questa specie, una volta posizionati gli strumenti di registrazione, adotta un comportamento un po’ più distaccato.

Non si fa mancare di certo il lusso di fare il figo rispondendo ai messaggi del cellulare, scrivere e-mail di lavoro, perché tanto “Lui registra tutto e a casa se lo sente”.

 

In realtà è solo una scusa per non essere presente, perché dentro di sé sa benissimo che non lo riascolterà mai. E anche se si mettesse a riascoltarlo il problema sarebbe da capo, dovrebbe anche lì prendere appunti.

 

Esemplare numero 4: L’uomo punti chiave.

parole chiave

E’ un esemplare senz’altro più evoluto, che cerca di prendere appunti scrivendo qualche parola chiave.

In questo modo riesce ad avere una scaletta più o meno precisa di quello che è stato trattato, ma il problema è che rischia di tornare a casa solo con una sorta di indice, senza riportare nel dettaglio dei concetti articolati nella maniera corretta. Conoscere i concetti è importante ai fini del ragionamento e del linguaggio giusto da adottare.

 

Che dici, ti sei ritrovato in uno degli esemplari descritti sopra?

Tranquillo, ci sono passato.

 

A proposito, ti sei mai chiesto:

“Perché è così difficile per il tuo cervello ascoltare, capire e scrivere contemporaneamente?”

“Perché fino ad ora hai dovuto scegliere tra ascoltare e capire, oppure scrivere e non capire?”

 

Apri bene le orecchie, questa cosa ti stupirà.

 

Il tuo cervello è composto di due emisferi: l’emisfero sinistro è legato alla razionalità e alla logica; quello destro è legato alle emozioni, alla visualizzazione e alla creatività.

 

In pratica succede che quando sei a un corso di formazione e stai ascoltando cercando di capire, l’emisfero che viene maggiormente chiamato in causa è quello sinistro, quello razionale.

Però c’è un problema: l’emisfero sinistro lavorando in maniera lineare può processare solo UNA COSA ALLA VOLTA.

Ecco svelato il motivo per cui devi scegliere se ascoltare e capire (come l’ascoltatore), oppure scrivere e non capire (come lo scrivano).

 

Se non ti ho ancora convinto, prova a fare un esperimento:

Fatti fare un dettato da una persona, quindi chiedile di leggerti un brano. Tu dovrai scrivere quello che senti, e nel mentre dovrai raccontargli una vacanza passata.

Anche se sono due cose semplici da fare, scrivere sotto dettatura e raccontare qualcosa che conosciamo, Vedrai che il tuo cervello non riesce a processarle insieme e andrà in pappa, o l’uno o l’altro!!!

 

Eccoci giunti al momento clou: vediamo come poter fare per prendere appunti in maniera efficace.

Prima di tutto… lascia a casa il registratore!

Non solo perché non è utile, e una volta a casa dovresti riascoltarlo facendo quindi il doppio della fatica; ma anche perché se quando sei al corso dici al tuo cervello: “Stai tranquillo, se non capisci non fa niente, tanto è registrato!” Il tuo cervello sarà più rilassato, e non si sforzerà neanche.

 

Bene, quello che devi fare è prendere due fogli (la stessa cosa puoi farla con il computer se preferisci, ma è importante che siano due pagine separate).

 

Terrai un FOGLIO IN ORIZZONTALE dove andrai a fare la Mappa Mentale scrivendo le parole chiave dei concetti. Se non conosci le Mappe, sappi che sono una sorta di schema che solo facendolo ti permette di memorizzare il 60% di quello che scrivi a lungo termine. Le mappe mentali sono fondamentali, ti suggerisco di fare di tutto per impararle velocemente.

Con l’utilizzo dei Visual all’interno delle mappe – delle piccole immagini stilizzate della parola chiave – riuscirai a richiamare facilmente i concetti dando una semplice occhiata in fase di ripasso.

 

Terrai inoltre un altro FOGLIO in VERTICALE, dove andrai a scrivere i concetti fondamentali che ti interessa ricordare ai fini di comprensione e di linguaggio.

Quindi ricapitolando: parole chiave sulla mappa, frasi più o meno lunghe sul foglio verticale.

 

Un ultima cosa: ogni corso di formazione o aggiornamento che si rispetti, dovrebbe aiutarti a modificare o implementare una tua abitudine.

Puoi scegliere di tenere un altro foglio, oppure puoi usare un ramo della mappa mentale. Insomma dedica spazio alle AZIONI DA COMPIERE per i giorni successivi. Questo passo è fondamentale che ti aiuta a focalizzare e a rendere da subito produttivo il tempo e i soldi investiti.

 

Detto questo ti consiglio di utilizzare i consigli da subito, vedrai che con queste piccole accortezze avrai più facilità nell’organizzare ciò che impari e nel ricordarlo.

 

Buon apprendimento!

Lorenzo 

P.s. Se qualcosa non è chiara, commenta qui sotto e farò del mio meglio per risponderti

5 MITI CHE TI HANNO FATTO CREDERE SULLA TUA MEMORIA CHE TI FANNO SENTIRE SMEMORATO

5 MITI CHE TI HANNO FATTO CREDERE SULLA TUA MEMORIA CHE TI FANNO SENTIRE UNO SMEMORATO

uomo scheda usb

Magari pensi che hai una buona memoria nel ricordare le cose, o magari credi di essere stordito solo perché hai dimenticato il nome di una persona che si è presentata 2 minuti fa. Ad ogni modo, è importante essere sicuri che le tue conclusioni siano basate sulla scienza attuale, altrimenti la tua esperienza personale potrebbe cadere nella trappola dei miti.
Paul Barry, attore, scrittore e insegnante di recitazione e di Tecniche di Memoria a Los Angeles, svela alcuni Miti che si sentono in giro sulla Memoria. 
 
Per facilitarti la comprensione, ho tradotto l’originale in Italiano, se vuoi leggere in inglese l’articolo sul famoso portale Backstage clicca qui.
 

1. SE NON LA USI, LA PERDI

Se non usi quel vecchio attrezzo che hai in cantina, lo perdi? No, è ancora lì, solamente non lo usi.
Insegno Tecniche di Memoria per aiutare chiunque a ricordare qualsiasi cosa, ma le tecniche sono utili quando vengono usate regolarmente. La mancanza di uso non equivale a perderle. Il mito del “la memoria la usi o la perdi”, fa passare il messaggio che non è questione di capacità.
Quindi perché disturbarti a imparare una tecnica, quando di fatto il problema non è avere poca memoria, ma semplicemente distrazione.
 
 

2. LA TUA MEMORIA HA UNA CAPACITA’ LIMITATA

Se questo fosse realmente vero, tu non potresti imparare un nome di persona senza dimenticarne un altro. 
Ognuno può migliorare incredibilmente la propria capacità di memoria. 
Anche se in realtà, non stai migliorando proprio niente. Stai semplicemente impiegando delle tecniche per localizzare, richiamare meglio o togliere la polvere da quel vecchio attrezzo lasciato in cantina.
Fai questo Esercizio:
Prenditi 30 secondi per memorizzare i seguenti 12 colori:
“verde, blu, rosso, arancio, giallo, viola, nero, grigio, rosa, indaco, oro, avorio”.
Il tuo cervello non ha una capacità limitata e fino ad ora la scienza non ha ancora trovato una possibilità di misurazione. E’ importante sapere che se il tuo cervello ha una capacità abbastanza grande, questo è vero anche per la memoria.
 
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3. NON PUOI INSEGNARE NUOVE STRATEGIE A CHI HA LA TESTA DURA! 

Una volta che ti sei tolto dalla testa paura e convinzioni negative, puoi insegnare a chiunque qualsiasi cosa.
Chiudi ora gli occhi e cerca di ricordare i 12 colori che hai letto sopra (ad alta voce).
Mettiti alla prova onestamente prima di leggere qui sotto. 
Adesso immagina vividamente questa storia:

“L’incredibile Hulk (verde) salta nell’oceano (blu) e colpisce l’uomo ragno (rosso). Dalla sua bocca viene fuori un’arancia (arancione) che rimbalza su una strada colorata di giallo.

Lungo la strada gialla, si trovano grappoli d’uva (viola) che vengono schiacciati da Dart Fener (nero).

 Improvvisamente egli realizza che è tutto sporco di succo, così si toglie la sua divisa e si mette un abito (grigio), al quale aggiunge una cravatta chiara (rosa), così può entrare all’interno di un privè di un locale (indaco). Introduce una moneta d’oro (oro) nella serratura per aprire la porta del locale, ed è accolto da un elefante buttafuori con enormi zanne (avorio)”.

Leggi la storia ancora una volta, poi chiudi gli occhi e prova di nuovo a scrivere la lista dei dodici colori.
 
 

4. UNA COSA DA TENERE CONTO SULLA MEMORIA FOTOGRAFICA

memo fotograficaMolti studi condotti su questo argomento hanno concluso che la memoria fotografica non esiste.
In un test, ad alcuni soggetti è stato dato un grafico contenente una lunga sequenza di cifre da ricordare e dei partecipanti hanno ottenuto un risultato quasi perfetto. Quando gli fu chiesto di ricordarli in ordine sparso, i loro risultati precipitarono. 
L’area dell’apparente memoria fotografica è ancora un mistero, ma ciò che sappiamo è che non ha niente a che vedere con una fotografia.
Quando guardi una foto puoi descrivere qualunque cosa vedi ed in qualunque ordine.
 
Anche se certe persone hanno un’abilità strabiliante a ricordare lunghe serie di parole o numeri, nessuno può provare che loro possano richiamarle in ordine sparso senza una specifica tecnica di memoria.
Da adesso, pensando alla storia dei colori, probabilmente anche tu puoi dirmi il colore che viene dopo il verde, l’ultimo colore nella lista e il colore della cravatta che Dart Fener stava indossando. 
Questa è la cosa più somigliante alla fotografia.
 
 

5 CERTE COSE SONO IMPOSSIBILI DA RICORDARE 

La tua testa è un computer, con un disco rigido per contenere i dati, e un processore per regolare l’efficienza con cui navighi e organizzi le informazioni.
Se il tuo “Computer Cervello” ti da segnali di black out, non significa che l’informazione è persa, ma solo che è stata scorrettamente etichettata o immagazzinata in maniera non efficiente.
Dimenticare il nome di una persona per esempio non è un problema di mancanza memoria, quanto piuttosto un modo sbagliato di associare l’informazione e di sistemarla in un posto da trovare facilmente.
Ora scrivi prova a riscrivere i 12 colori iniziando col verde. E poi inizia dall’avorio e vai al contrario.
 
Se vuoi conoscere come utilizzare al meglio la memoria in modo sano e produttivo al 100%, per risparmiare tempo e fatica ti aspetto a Milano ai Workshops Metodo Efficace,
ognuno creato per approfondire i 4 pilastri dell’apprendimento:
  • Lettura Veloce
  • Mappe mentali
  • Tecniche di Memoria
  • Organizzazione dello studio
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Hai un metodo di studio efficace o un metodo “Fai da te”? Fai il test!
 

LE 3 PEGGIORI ABITUDINI SULLA LETTURA, DARWIN, E LA LETTURA VELOCE

LE 3 PEGGIORI ABITUDINI SULLA LETTURA CHE TI PORTI DIETRO DALLA SCUOLA, DARWIN, E LA LETTURA VELOCE

 

EVOLUZIONE LETTURA

Quante volte ti sarà capitato?
Leggi una pagina, arrivi alla fine e ti chiedi: Ma cosa ho letto?
Forse tante volte l’hai associato alla distrazione, ed è vero. Se quando leggi ti capita di pensare ad altro stiamo parlando proprio di questo.

Ma non solo.
Capire un errore significa poterlo migliorare. E se lo stesso errore capita ancora, significa che c’è qualcosa da correggere nelle tue strategie.

 

La verità è che ti porti dietro dalla scuola tantissime abitudini sbagliate, che solo per il fatto che le hai imparate da piccolo, sono diventate qualcosa di assodato, e non le hai mai messe in discussione.

Bene, tieniti forte. Stai per scoprire i veri motivi della distrazione che ti fanno perdere ogni giorno tantissimo tempo, e cosa puoi fare per migliorarli.

 

AFFRONTARE I MOSTRI DEL PASSATO 

MOSTRO PASSATO

Quando si parla di lettura le statistiche sono spaventose. Per esempio se sei un lavoratore o professionista, è stato visto che su quattro ore passate a studiare o ad aggiornarti, probabilmente ne passi una pensando ad altro. Se sei uno studente si parla di una ora di distrazione su due. Ti risulta una cosa simile?

 

Se quel tempo che dedichi pensando ad altro fosse di aiuto per farti essere più carico e produttivo, allora non avrei niente da dire.
Ma qui stiamo parlando della peggiore distrazione, quella che ti fa solo perdere tempo. Avere la “testa per aria” non aiuta a rilassarti, ne a ricaricarti.
Se vuoi capire l’anello mancante della catena, devi tornare indietro negli anni, nelle abitudini che ti hanno insegnato a scuola.

 

E prima di analizzare ogni singolo aspetto, permettiti di metterti in guardia: non prendere per buono tutto e subito quello che ti dico. E non buttarlo neanche via in maniera scettica dicendo la classica frase: “Ma io sono fatto così!”

Ricordati che giudicare senza investigare non porta a nulla, quindi ti invito proprio a riflettere, applicare e sperimentare su di te le cose che ti dirò.

 

Impara a pensare in maniera critica dopo che hai acquisito queste nuove informazioni, che non ti hanno mai insegnato. Metti sempre in dubbio quello che ti hanno detto, e che tu non hai sperimentato. E creati la tua miglior opinione.

Se sei un po’ duro e attaccato al fatto che tu “hai sempre ragione”, beh, tieniti la ragione e smetti di leggere! Non ti voglio convincere, ma solo farti vedere l’altro lato della medaglia.

 

Tante volte nella mia vita ho messo in discussione quello che mi avevano insegnato la scuola, la famiglia, la società, e questo mi ha permesso di avere una seconda visione, utile a conoscere meglio i fatti: non per forza era tutto sbagliato. Alle volte cambiavo le mie idee, altre volte le rafforzavo.

E per farlo devi toglierti i filtri mentali che ogni giorno, rafforzano l’ego, e celano la verità.

 

COME NASCONO LE TUE CONVIZIONI SULLA LETTURA 

BAMBINO LETTURA

Una forma di condizionamento totale che hai avuto nella tua vita è stata proprio riguardo al metodo di studio, e in particolare alla lettura.

 

Quando parlo con studenti o professionisti, ognuno di loro mi dice che ha il “suo” metodo. Probabilmente anche tu, se ti chiedessi: qual è il tuo metodo? Mi diresti che magari preferisci:

  • leggere ad alta o bassa voce
  • fare schemi o riassunti
  • scrivere papiri lunghissimi o magari non scrivere e non sottolineare niente 
  • Rileggere più volte
  • Ripetere ad alta voce “se no non ti rimane nulla”
  • Etc, etc

Ora tieni presente una cosa:

Quando più persone fanno “a modo loro”, vuol dire che non esiste vero metodo!

 

Prendiamo il campo della fotografia: per fare delle buone foto ci sono delle regole base che funzionano. Non esiste che in un corso di fotografia un alunno salta fuori e dice: “Ma, secondo me viene meglio così!!!!”

Il “Ma secondo me” è un sintomo di chiusura e bigottismo. In tutti i campi. Pensa alla musica: nessun musicista riesce ad improvvisare, senza prima avere imparato ad eseguire bene le scale melodiche.

 

Tornando alla lettura, qui non stiamo neanche parlando di “imparare le basi”, perché questo presuppone che qualcuno le abbia imparate in maniera corretta e te le abbia insegnate.

Stiamo parlando del fatto che prima di imparare devi scendere dalla “sedia traballante” dove ti hanno messo tanto tempo fa.

Il fatto che fino ad ora sei riuscito a stare in piedi in equilibrio sulla sedia, e quindi a ottenere risultati a scuola o all’università perché avevi un tuo metodo, non significa che questo funzioni veramente.
Significa solo che sei un Eroe. Non scherzo! Significa che come direbbe Darwin sei una specie intelligente che nonostante le difficoltà ha trovato il modo di evolversi.

 

Quindi complimenti per i passi che hai fatto fino a qui!
Complimenti per la tua determinazione.Lo so, alle volte il prezzo è stato molto alto. Se ti avessi incontrato prima!” mi dicono tante persone.

Forse finora, per ottenere quello che hai ottenuto, hai dovuto rinunciare ad uscire con gli amici, alle persone che ami, o persino alla tua salute.

 

E se dopo tutti questi sacrifici, ti rendi conto che quando leggi, un’ora su due di studio pensi ad altro, allora ti sale anche la rabbia.

rabbia studente

 

Questo accade anche alla persona più motivata sulla faccia della terra: avere tanta motivazione con le strategie sbagliate, significa tanto stress e fatica nell’ottenere il risultato.

Come se prendessimo il motore di una Ferrari e lo mettessimo in una cinquecento. Sicuramente non andrebbe alle prestazioni per cui potenzialmente potrebbe.

 

Forse sono ridondante, ma il punto è questo: se non ti accorgi di questa “falla” del tuo sistema, cioè di avere una strategia che non è funzionale al tuo risultato, più passa il tempo, e più lo rimpiangerai.

Ho conosciuto tante persone che vorrebbero finire gli studi o ricominciare a studiare, ma non lo fanno proprio per la difficoltà di approccio o mancanza di strategia.

 

Ho conosciuto tantissimi studenti che hanno scelto cosa fare nella vita, non in base a quello che loro volevano veramente; ma in base a quello che i professori gli dicevano di essere in grado o no di poter fare.

Una totale ignoranza nel nostro sistema che sta causando la “Morte Mentale” per tante persone è il caso della Dislessia.

EMISFERO CERVELLOInfatti, a differenza di quello che ti fanno credere la maggior parte di insegnanti o medici, non è affatto un “problema”.

La persona dislessica infatti non ha di fatto una incapacità nella lettura (questo è quello che tutti vogliono fargli credere) quanto piuttosto un uso differente del suo cervello.

 

E’ stato visto e dimostrato che le persone dislessiche, hanno l’emisfero destro, la parte del nostro cervello dedicata alle emozioni e alla creatività, molto sviluppata. Quindi nel pratico, questo emisfero lancia degli impulsi più frequenti, e nella lettura di fatto tende a invertire lettere o addirittura parole.

Immagina quando un ragazzo incontra un’insegnante che gli dice mentre legge: “Devi andare piano, altrimenti non capisci nulla!”

 

Questo suggerimento (magari dato con le buone intenzioni) non facilità l’uso dell’emisfero destro (che manda impulsi rapidamente), ma al contrario lo manda in “corto circuito”.
Risultato: il ragazzo farà ancora più fatica, entra in difficoltà e inizierà a vedere la sua diversità come una incapacità.

Se conosci un ragazzo o una persona dislessica, prima di prendere come oro colato qualsiasi cosa ti dicano dottori, neurologi o logopedisti, ti consiglio di leggere e informarti. Ricorda che un bambino o un ragazzo crea significato agli eventi solo in base alle emozioni che gli sono trasmesse, e la maggior parte di volte sono proprio i genitori ansiosi.

 

Riguardo a questo campo, se vuoi approfondire ti consiglio di dare un’occhiata al sito di W la dislessia (CLICCA QUI), dove potrai leggere gli articoli sul blog e comprare il libro che hanno scritto Alessandro, Paola e Valentina, che si sono specializzati fortemente in questo campo e stanno facendo un grandissimo lavoro che fa la differenza per tanti ragazzi.

 

Torniamo a noi. Ecco un altro esempio a proposito di associazioni negative.
Mi ricordo di una mia compagna di liceo, una delle più brave della classe, che appena vide il voto di uscita all’esame di maturità (prese il massimo, come sempre) disse:

“Ho sofferto fin troppo, adesso non toccherò più un libro in vita mia”.

Questo è quello che può accadere quando inizi ad associare allo studio difficoltà o pesantezza o altre emozioni del genere.

 

Riflettici un attimo, all’idea di studiare, che tipo di emozioni provi?
Provi felicità? Noia? Depressione?

Scrivi le prime 3 emozioni che ti vengono in mente:
1. ………….
2. ………….
3. ………….

 

Non pensare all’emozione che ti da l’oggetto del tuo studio, ma lo studiare in sé. Ti faccio un esempio: quando studiavo all’università giurisprudenza, mi piaceva conoscere le clausole del contratto e le regole fondamentali per una corretta transazione.

Ma l’idea di affrontare un manuale di 1200 pagine sul contratto non mi dava proprio delle emozioni positive!

 

Che dici, sei pronto a scendere dalla sedia traballante e vedere le cose da un altro punto di vista?

Ora è il momento di fare luce su questo. E’ ora di capire dove sbagli, e cambiare. E mettere il turbo alle tue strategie, per evitare di fare la fine del mulo (che ci prende gusto a sopportare la fatica!).
Vediamo nel dettaglio quali sono i 3 miti sulla lettura che ti porti dietro dalla scuola.

 

 

MITO NUMERO 1: “PIÙ VAI PIANO A LEGGERE, PIÙ CAPISCI” 

AUTOSTRADA

 

Piu’ vai piano, più capisci!” Quante volte me lo ripeteva la maestra.
E successivamente, i professori. Mi dicevano: “Se vuoi capire bene devi andare adagio, altrimenti fai confusione!”
Ma più andavo piano, più mi distraevo, e non capivo il perché.

 

Immagina di andare in macchina in autostrada, ad una velocità di 60 km/h. Sei nella corsia di destra, e a quella velocità anche i camion ti superano. Cosa farà la tua testa? Inizierà a pensare a mille cose, cose che devi fare, pensieri ecc.

Ora se inizi a spingere sull’acceleratore e porti la macchina alla massima velocità consentita (per esempio 130 Km/h) sarai molto più concentrato.

 

Trovi ragionevole questo esempio? Immagino di sì. Anche se è contro tutto quello che ti hanno sempre detto.
“Ma se io vado veloce non capisco nulla!” Mi dirai.

 

Ferma un attimo. Leggere con le tecniche di lettura veloce, non significa sfogliare velocemente le pagine. E sicuramente l’obiettivo di una tecnica di lettura NON è quello di non farti capire nulla! Non credi?
Pensi che insegnerebbero queste tecniche nelle scuole più avanzate del mondo se la velocità fosse a discapito della comprensione? Sicuramente no, non farmi ridere.

 

Quindi ti dico subito che per andare veloce e capire devi fare esercizi mirati ad aumentare le capcità del tuo occhio, esercizi di:

  • ampliamento del campo visivo
  • aumento della velocità di spostamento
  • aumento della velocità di percezione (ora non entro nel dettaglio tecnico)

 

Quindi tutto quello che ho imparato sulla lettura è sbagliato Lorenzo?”
Diciamo che ora stai aprendo un po’ più gli occhi su quello che ti è stato insegnato.

Avresti voglia di prendere i tuoi insegnanti e seviziarli a uno a uno per averti fatto perdere così tanto tempo e averti causato tante frustrazioni? Aspetta un attimo.
Non è solo colpa loro. In realtà la maggior parte di colpa sì, ma adesso non conta.

 

Una delle domande più gettonate che mi sono sentito dire nella mia carriera è:

“Ma perché le tecniche di lettura veloce non vengono insegnate nelle scuole?”

Risposta: le resposabilità di questo sono da attibuire a più livelli:, tipo:

  • l’ottusità di molti insegnanti
  • la limitatezza di molti professori
  • il sistema che non agevola lo sviluppo e l’istruzione togliendo sempre più fondi
  • il governo
  • etc

E soprattutto, cambiare metodo di insegnamento nella scuola significa affrontare tutta una serie di convinzioni (l’Italia è la culla della cultura, ecc) e burocrazie tali da scoraggiare anche il più pavido degli eroi (in Italia non siamo proprio i capostipiti in tema di istruzione, lo sapevi? ). Ma stai tranquillo, piano piano, nel giro di qualche decennio, la conoscenza arriverà anche alla massa.

 

Certo è, che se qualche insegnante, appassionato del proprio lavoro, dedicasse un po’ di tempo ad informarsi, forse le cose cambierebbero più velocemente. In America, e in tanti paesi europei la lettura veloce è insegnata da tanti anni.

 

Ma questo non è il momento per trovare un colpevole, bensì per chiederti come far diventare questa conoscenza un tuo punto di forza, per farti dimezzare i tempi di studio da subito, e quindi avere più tempo libero per te.

 

 

COME FUNZIONA REALMENTE LA CONCENTRAZIONE

Più sei impegnato mentalmente, più sei concentrato.

Ecco uno dei motivi per cui, se sei uno studente universitario, noterai che il tuo livello di attenzione è più alto in prossimità degli esami, quando hai poco tempo, e quindi “non puoi più scappare”.

 

Ci sono momenti dove l’attenzione è maggiore, altri momenti dove l’attenzione è minore. Se pensi a quando stai per iniziare una prova importante tipo un esame, un colloquio con un cliente importante, la tua attenzione va a mille, e sei molto più concentrato e ricettivo. Al contrario, se la situazione è tranquilla il tuo cervello si rilassa, e si “permette” di adagiarsi. Tieni sempre a mente l’esempio della guida in autostrada.

 

Infatti, il tuo cervello non è stupido! Lui cerca sempre di scegliere il percorso più facile, quello che richiede meno sforzi. Ti è mai successo di posticipare la sveglia? Bene, anche il tuo cervello ragiona più o meno così (sceglie la via più comoda).
Ma torniamo a noi. Per semplificarti il discorso:

se hai un livello potenziale di concentrazione, e lo usi poco, il cervello si attiva per fare altro

Ecco perché le tecniche di lettura sono così efficaci. Perché vanno a sfruttare al meglio tutta la tua concentrazione, utilizzando al meglio i muscoli oculari (quindi non basta sfogliare le pagine più velocemente, devi fare esercizio!).

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MITO NUMERO 2: “LEGGI PAROLA PER PAROLA”

Ecco un altro mito da sfatare, che non fa altro che farti perdere tanto tempo.

“Quindi Lorenzo, significa che devo saltare le parole? E se poi non capisco il significato?”
E’ un dubbio legittimo, ma il punto è un altro. Quando leggi devi tenere conto di due elementi:

 

  • Ogni libro o manuale è strutturato secondo il “principio 80-20″. Significa che contiene (nella maggior parte di casi) il 20% di informazioni importanti, mentre il resto 80 per cento è la spiegazione del 20%, il contorno che serve a creare maggior comprensione (e volume in generale).

 

  • La tua mente non riesce a non dare un significato alle cose. Deve sempre dare un significato, quindi per esempio, se tu leggessi una pagina di un testo senza considerare gli articoli e le preposizioni, capisci lo stesso!

 

Ma si può fare ancora di più. Il tuo cervello è talmente potente, che anche se tu saltassi qualche parola chiave, se ne accorgerebbe comunque, lanciandoti un segnale. Un campanellino d’allarme che ti dice: “Ehy, qui qualcosa non quadra!” 

Ecco perché non serve a niente leggere parola per parola.

 

MITO NUMERO 3: “LEGGI AD ALTA VOCE”

 

Quando ti hanno insegnato a leggere, in prima elementare, ti dicevano: “Leggi ad alta voce!“.

Infatti, nel tuo cammino per diventare un perfetto lettore, è stato importante imparare  a pronunciare bene le parole, a scandirle, e a dare un senso e un significato alle frasi.

 

Questa “pratica” iniziale aveva l’obiettivo di insegnarti a leggere, nel senso di lettura in pubblico, e mentre lo facevi la maestra ti correggeva. 

Purtroppo tanti insegnanti hanno confuso il fatto di:

  • leggere “per imparare a leggere” con
  • la “lettura per comprensione”, che ha il suo unico scopo nel comprendere il significato.

 

Probabilmente hai pensato anche tu: “Se leggo ad alta voce sono più concentrato”. Peccato che non ha niente a che vedere la lettura ad alta voce con la concentrazione. 

La concentrazione è uno stato che deriva dall’interno, non dall’esterno. Il fatto di leggere ad alta voce non ti aiuta per niente, anzi ti disillude. E’ come se volessi dare voce alla tua “coscienza interiore”.

 

Questa cosa mi fa ridere, proprio perché mi capitava tante volte in passato. Facevo fatica a concentrarmi, e allora usavo la lettura a voce alta per sovrastare i pensieri e quindi non sentirli, ma visto che non ci riuscivo lo stesso ad essere concentrato, mi capitava perfino di urlare!!! 

 

 

I PRIMI 3 PASSI DA FARE PER SCAPPARE DALLE PEGGIORI ABITUDINI SULLA LETTURA


Se sei arrivato fin qui, immagino che sei sul punto di chiedermi: “Bene Lorenzo, quindi cosa dovrei fare per leggere meglio ed evitare di distrarmi?”
La risposta più diretta per ridurre di tantissimo i tempi è: impara prima che puoi le tecniche di lettura veloce.

 

Non solo ti permettono di conoscere al meglio i meccanismi che funzionano, ma ti permetteranno di potenziare le capacità del tuo occhio, in modo da ridurre a zero i tempi morti della lettura (pochi tempi morti con la testa per aria) e triplicare la velocità mantenendo costante la comprensione.

 

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Ma prima di buttarti nell’imparare queste nuove strategie, ecco tre semplici passi che puoi fare subito per risparmiare tempo e fatica, aumentando la concentrazione.

 

1 Ingrana una marcia in più
Quando leggi, sforzati di muovere l’occhio più velocemente. Anche se non hai delle strategie, cerca di muoverti più velocemente in modo da essere totalmente concentrato. Immagina di avere l’esame domani. Fai di tutto per crearti una scadenza a breve termine ed essere totalmente sul pezzo. E ricorda: più vai piano più il tuo cervello si distrae, agisci di conseguenza!

 

2 Salta le parole!
Impara a non dare importanza a tutto ciò che viene scritto, inizia a saltare le preposizioni e gli articoli, e concentrati sulle parole. Noterai che il tuo cervello si attiva di più, risparmierai tempo e capirai lo stesso. 

 

3 Stai muto!
Se leggevi ad alta voce, è arrivato il momento di lasciare andare questa abitudine, e concentrarti sulla lettura mentale. Nota anche, se ti capita di muovere le labbra (sub-vocalizzazione) e nel caso sforzati a tenerle ferme.

 

 

Inizia a fare questi tre passi, e fammi sapere che tipo di miglioramenti riscontri. All’inizio non sarà facile, soprattutto per le  abitudini che hai sempre avuto da quando avevi 6 anni.
Ma questa è una strada piena di cambiamento e soddisfazione, che ti permetterà di dimezzare i tempi facilmente, in barba a tutti i tuoi professori!
Buona lettura!

Lorenzo

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DARE PIÙ ESAMI IN UNA SESSIONE : ECCO UN ERRORE CHE FANNO IN MOLTI CHE FA PERDERE LA MOTIVAZIONE

DARE PIÙ ESAMI IN UNA SESSIONE : ECCO UN ERRORE CHE FANNO IN MOLTI CHE FA PERDERE LA MOTIVAZIONE

Come studiare più esami contemporaneamente? E’ buono farlo o rischio di far confusione?

Sono problemi che probabilmente ti sei posto nella tua carriera universitaria se:

  • vuoi tenere alta la bandiera dandoti molto da fare
  • sei rimasto indietro di qualche esame
  • perchè l’università ti costringe a tenere dei ritmi intensi tra parziali ed sessioni.

Oggi voglio darti qualche consiglio per aiutarti meglio nella preparazione mentale, ed evitare di farti scoppiare la testa arrivando alla sessionefatidica con :

  • 10 caffè al giorno
  • zero uscite serali
  • simpatia con i membri della tua famiglia modello scossa elettrica
  • crisi di panico
  • ansia da prestazione

 

LA STRATEGIA CHE TI PORTA A NON DORMIRE LA NOTTE DALL’ANSIA

Ora, facciamo l’ipotesi che tu decidi di voler dare 3 esami nella prossima sessione di Gennaio/Febbraio.

La strategia usata dalla maggior parte di studenti per raggiungere questo risultato è di portare avanti lo studio dei vari esami TUTTI INSIEME.

Quindi per portare avanti le cose insieme, li studi entrambi, PASSO A PASSO.

Questo è un errore grandissimo, perché in questa maniera stai sforzando il tuo cervello e la tua concentrazione a lavorare “contro di te”.

Mi spiego meglio.

Naturalmente ci sono tante eccezioni, in base al tipo di facoltà, e al tipo di esami. Alcuni sono più pratici, altri più teorici.

Mi immagino già qualche studente che vuol fare il FIGO che mi salta addosso e mi dice: “Guarda che io nel modo in cui ho sempre studiato ho ottenuto questo , questo e questo… !!!

E io: “Bravo!” ( mi verrebbe da dirgli “e chisssenefrega!” ma rispetto comunque il suo parere).

Tendenzialmente chi dice così non ha per niente voglia di mettersi in discussione, ma lo fa solo per mettersi in mostra, quindi dopo che gli dici “bravo” è contento e se ne esce continuando a pensare che non c’è nessuno più bravo o intelligente di lui. Ne conosci qualcuno così?

Infatti non mi rivolgo a studenti di questo tipo.

Sto parlando adesso a te, se pensi anche solo lontanamente che ci sia un modo per migliorare, per fare meno fatica.

Non stiamo parlando di opinioni personali, ma di cosa significa avere una strategia. Quindi cerca di avere la mente elastica perché con un piccolo sforzo voglio trasmetterti un concetto importante per i tuoi studi.

LA STORIA DI PINO IL BOSCAIOLO

La cosa peggiore che puoi fare è chiudere gli occhi come Pino il Boscaiolo:

“Un uomo sta camminando nel bosco quando incontra un boscaiolo intento a segare un albero. Il boscaiolo è affaticato: lavora da 5 ore  ed ha molta fretta di finire il lavoro. L’uomo nota che la lama non taglia bene e lo fa notare al boscaiolo, suggerendogli di fermarsi ad affilare la lama della sua sega. Il boscaiolo stizzito risponde: « Non si rende conto che ho fretta? Non ho tempo di fermarmi per affilare la lama, devo abbattere questo albero al più presto».

Cosa ci insegna questa storia di Stephen Covey: che non basta la volontà e l’impegno per essere efficienti, ma è necessario avere gli strumenti giusti, e mantenerli sempre efficaci “affilando la lama”.

Sono diretto proprio perché ogni giorno so che stai sputando sangue nel raggiungere il risultato, e so cosa significa perché ci sono passato.

Magari hai anche notato che più vai avanti, più ti cala la motivazione.

IL SEGRETO DELLA MOTIVAZIONE:

studente medicinaLa motivazione cala quando non hai il metodo giusto per fare le cose.

Ti ripeto non parlo allo studente svogliato che non ha un cavolo di voglia di fare. Quello non sa neanche che cosa è la motivazione.

Sto parlando a te se sei una persona che ci tiene al suo futuro e hai voglia veramente di andare AVANTI nel tuo cammino.

 

Magari sei stanco dell’università, e hai voglia di finire perché ti senti pronto alle sfide lavorative.

O magari vuoi primeggiare, e far sì che il tuo curriculum sia il tuo biglietto da visita migliore.

Pensa che basterebbe veramente poco per farti saltare come un grillo a livello di motivazione.

  • Pensa: cosa potrebbe significare non dover TORNARE A RIPETERE le cose che hai già studiato?
  • Oppure: come sarebbe poter ELIMINARE tutto il TEMPO in cui ti distrai in fase di lettura!

E’ stato stimato che uno studente universitario, su 4 ore di studio ne passa 2 pensando ad altro, tantissimo!

Tanto (spreco) di tempo, che potresti passare facendo altro, con altre persone, o a divertirti!

COME FUNZIONA IL CAMBIAMENTO

hand pointing to light bulbsIl cambiamento è graduale nel processo, ma esponenziale nei risultati. Ti faccio un esempio: Una nave che parte da Lisbona verso New york, cambiando la propria rotta di soli 20 gradi dopo la partenza, dove arriverebbe?

In un punto esattamente diverso!

Lo so, accettare di cambiare qualche abitudine di studio, non è un passo facile, e ti dico anche che se fai fatica non è colpa tua.

Purtroppo nessuno ti ha insegnato un metodo di studio veramente efficace. E soprattutto nel passato ti hanno convinto del contrario!

Qualche insegnante ti ha dato qualche indicazione, unita ai consigli della zia laureata. E in questo vuoto far west di indicazioni che non funzionavano, sei stato costretto a crearti un tuo metodo, cioè hai usato l’intelligenza e te la sei cavata.

Ma quando ognuno ha il suo modo, significa che non è un vero metodo. E’ solo il meno peggio. Datti la possibilità di imparare ad imparare, perché ti risparmierà tanta fatica, perché se aspetti che lo facciano i professori a scuola passeranno altri 20 anni!

 

L’ERRORE PRINCIPALE E COSA PUOI FARE DA SUBITO 

Torniamo alla preparazione di piu’ esami insieme.

L’errore più grave che puoi fare è portarli avanti di pari passo tutti. Ti spiego perché, in 2 motivi.

  1. Il cervello NON si SPEGNE mai, è attivo anche quando non studi.

Questo significa che in momenti diversi dallo studio, per esempio quando:

  • dormi
  • fai attività fisica
  • pensi ad altro

lui continua a lavorare per te. Nel senso che :

  • rielabora i ricordi
  • sedimenta le sinapsi
  • ti concende nuovi spunti

E sono sicuro che ti è già successo che in un momento inaspettato ti è arrivato qualche suggerimento!! (….Il brutto è quando ti arriva dopo che hai sostenuto l’esame! Ahia!).

   2. Il cervello NON ragiona in MULTITASKING. Quindi, più sei concentrato su una materia, più riuscirai ad essere totalmente sul pezzo.

Non sto dicendo che se stai preparando l’esame di diritto civile non puoi seguire le lezioni di procedura amministrativa.

Il mio suggerimento è di seguire tutte le lezioni che vuoi, ma andare avanti spedito nel pomeriggio a studiare UNA SINGOLA materia.

Quindi morale della favola:

1 Se vuoi avere un alleato, e non un soldato che lotta contro, ogni giorno devi focalizzarti solo su esame alla volta.

Cerca di studiare più velocemente che puoi ogni materia, e se non hai ancora tecniche di memoria di ricordo a lungo termine quantomeno cerca di schematizzare al meglio in modo che in prossimità dell’esame sei veloce a ripassare.

2 Organizza il piano di studio tenendo conto di finire lo “studio grosso” una settimana prima dell’esame in arrivo, in modo che in prossimità sposti la tua attenzione su quello imminente.

 

Per farti un esempio pratico.

Hai tre esami da dare, uno il 20 gennaio, uno il 28 gennaio, uno il 18 febbraio.

Fatti un programma nel modo in cui ti ho insegnato nel post sull’organizzazione (se non l’hai letto vai assolutamente a leggerlo CLICCANDO QUI)

Fai in modo di studiare i tre esami uno alla volta il più velocemente possibile, in modo da avere gli appunti o schemi o meglio delle MAPPE MENTALI gia’ fatte, una settimana prima di ogni esame.

Segui il programma giornaliero, e arriva prima dell’inizio della sessione ad aver preparato (come lettura e sintesi) quasi tutti gli esami.

Una settimana prima di ogni esame ti dedichi al ripasso e alla prova esposizione dell’esame che devi sostenere.

Spacca e scrivimi i tuoi risultati!

Lorenzo

 

 

 

 

COME EVITARE DI CADERE NELLA TRAPPOLA DEI “PROGRAMMINI” PER PREPARARE UN ESAME

COME EVITARE DI CADERE NELLA TRAPPOLA DEI “PROGRAMMINI” PER PREPARARE UN ESAME

 

studente panico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se anche tu stai programmando le vacanze di Natale in base agli esami che vuoi sostenere nella sessione di gennaio e febbraio, leggi bene questo post, perché voglio darti consigli utili per ottenere il massimo e farti risparmiare figuracce e ansia da esame.

LA STRATEGIA FALLIMENTARE DEI “PROGRAMMINI”

Quando vuoi sostenere degli esami, uno dei problemi più grandi è proprio l’organizzazione.
 
Ti è mai successo di fare il “Programma perfetto” sulla carta, e modificarlo qualche giorno più tardi?
 
Il giorno che lo scrivi sembra che tutto sia “fattibile”, e ti senti anche motivato all’idea che tutto vada bene!
 
Ma, chissà come mai, l’imprevisto capita sempre, e mandi tutto all’aria, a volte questo capita addirittura dopo pochi giorni!
 
Infatti, la maggior parte di studenti per organizzare un esame segue questo processo ingegneristico: facciamo un esempio: 
 
Esame di “Diritto del lavoro” il 20 gennaio.
Libro: 650 pagine + Appunti a lezione.
 
“Allora…. tolgo le feste principali, Natale, Capodanno, il primo dell’anno, il giorno dopo la sera del Poker di Natale, due giorni di relax per riprendersi dai cappelletti, rimangono disponibili : 25 giorni”.
 
Quindi, calcolatrice alla mano: 650 /25 = 26 pagine al giorno, a partire da domani.
 
“Fantastico! Ce la posso fare!
Mi sento talmente motivato all’idea che quasi quasi… oggi non studio!”
 
Hai mai conosciuto qualcuno che ragiona così?
 
Ti risparmio l’epilogo perché magari lo conosci, ma in breve:
 
– Giorno successivo: Inizi e porti a termine l’obiettivo
 
– Giorno successivo + 1: arriva il primo imprevisto che ti costringe a lasciarti una parte del programma per il giorno dopo.
 
– Giorno successivo + 2: hai da studiare quasi il doppio delle pagine ma ce la puoi fare. Se non fosse che ….. (secondo imprevisto, questo è urgente cavolo!)
 
– Giorno successivo + 3: hai sessanta pagine da fare (piccola sensazione di panico)
 
– Giorni successivi + x: sale l’ansia di non aver rispettato il programma, assieme a quella del telegiornale e ai regali di natale, e quindi dici a te stesso: “Fan..lo il programma, come và và!”
 
 

ansiaEVVIVA L’ANSIA

Ora ci sono studenti che pensano: “tanto quando arrivo vicino alla data dell’esame mi sale la tensione, mi chiudi in casa e studio di brutto!”
 
Ed è vero, in parte. E’ vero che l’adrenalina aiuta a tirare fuori il meglio di te. Ma non per questo vale la pena di stare 20 ore sveglio i giorni prima con l’ansia di farcela o non farcela. Non solo.
 
La cosa peggiore è sapere dentro di te che muovi il sedere senza una strategia precisa, e tutte le volte devi passare attraverso il “Tunnel Nero dello studio Pre-esame”.
 
Ricorda: NON avere una strategia, come in questo caso, è una sensazione peggiore che una strategie sbagliata.
 
 

GLI ELEMENTI CHE NON HAI MAI CONSIDERATO

 
Tieni presente che i motivi per cui “i programmini” non funzionano sono generalmente due.
 
Il primo è in FASE DI ORGANIZZAZIONE: non tieni conto in anticipo delle variabili ed imprevisti reali, ma ti lasci trasportare dalla motivazione del momento (quando programmi all’inizio, studieresti anche la notte, ma la realtà poi non è mai così!)
 
Il secondo motivo fondamentale è che il tuo OBIETTIVO giornaliero è FALSO.
 
Cosa intendo per falso?
Che è un obiettivo che, anche se lo raggiungi, comunque non ti da soddisfazione.
 
Prova a pensare: se ti dovessero interrogare la sera stessa su quelle 30- 40-50 pagine che hai fatto durante il giorno, cosa diresti?
Quanto sarebbe il tuo voto?
 
Ecco perché cala la motivazione.
Ogni giorno, hai come la sensazione di non aver fatto niente.
 
E questo è molto frustrante, perché dentro di te stai pensando: prima dell’esame devo riprendere tutto!
 
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L’INGRANAGGIO MANCANTE

 
Prova a riflettere: quando è il momento reale in cui ti SENTI SICURO di sapere le cose?
 
– un mese prima dell’esame?
 
– 2 settimane prima dell’esame?
 
– 2 giorni prima dell’esame?
 
– (non vale dire MAI!)
 
Per la maggior parte di studenti, la sensazione di “Sapere” le cose, arriva solo dopo che:
 
1 hanno finito di leggere almeno 2 volte il manuale
 
2 hanno sottolineato le parti più importanti e/o fatto schemi o riassunti
 
3 hanno ripetuto più volte
 
Peccato che ci sono delle variabili che probabilmente non hai MAI tenuto in considerazione:
 
1. A leggere il manuale la prima volta perdi più del 50% DEL TEMPO.
 
2. Alle volte i riassunti e/o schemi sono lunghi da preparare, e la sensazione che hai scritto tanto, non combacia col fatto che quelle cose sono NELLA TUA TESTA.
 
3. La ripetizione non è a LUNGO TERMINE: quindi – se non hai una tecnica di memorizzazione a lungo termine – devi lasciarti tutto il DURO LAVORO alla fine, altrimenti ti dimentichi tutto (Dopo l’esame ti dimentichi tutto uguale, ma ormai … l’hai passato).
 
 

 

UNA PICCOLA LUCE PER USCIRE DAL TUNNEL

 
Intanto voglio darti qualche suggerimenti che puoi applicare subito nella tua organizzazione.
Quando fai il prossimo “Programmino”, segui questi 3 passi:
 
– 1 Una volta messe sul piatto le pagine effettive da fare, quando devi calcolare i GIORNI, togli: giornate di feste, domeniche e cerca sempre di ipotizzare gli imprevisti nel “worst case”(Caso peggiore). E’ importante non fare il “Super Man” ma se devi scegliere metti meno giorni, più quantità di pagine al giorno.
 
– 2 Fissa nella tua agenda ( se non ce l’hai ti consiglio subito di comprartene una) i BLOCCHI di TEMPO che ti servono ogni giorno per raggiungere l’obiettivo di pagine studiate che hai.
 
– 3 Cerca a fine giornata di NON LASCIARE il tuo studio senza aver fatto un RIPASSO di ciò che hai fatto durante la giornata.
 
Se oltre a questo, vuoi conoscere delle strategie per memorizzare a lungo termine e avere a fine giornata la sicurezza di tutto quello che hai studiato, rimani aggiornato sul Blog, e intanto commenta l’articolo qui sotto!
 
Lorenzo
 
 

COME UTILIZZARE LA CONCENTRAZIONE COME UN RAGGIO LASER

 

concentrazione laserSe potessimo canalizzare tutta l’energia prodotta dal sole, e direzionarla in un unico punto, quella forza diventerebbe il laser più potente del mondo.

Ma per nostra fortuna di terrestri, la potenza del sole non è “concentrata” e quindi maggior parte di essa viene dispersa.

Questo fenomeno avviene anche all’interno della tua mente quando stai facendo un’attività mentale. Più cose hai per la testa, minore sarà la tua potenza di concentrazione.

In questo post voglio darti dei suggerimenti per eliminare la maggior parte dei pensieri, e diventare totalmente focalizzato in quello che fai.

Uno dei problemi principali del professionista dello studio, con cui magari ti sarai scontrato più volte, è proprio la mancanza di concentrazione.

Probabilmente ti succede se quello di cui ti occupi è piuttosto impegnativo, che si và a sommare a tutti gli altri pensieri della vita quotidiana, come per esempio:

  • le cose da fare
  • gli amici
  • la famiglia

La testa è come una pentola, dove all’interno bollono tantissimi pensieri, e in teoria sarebbe facile concentrarsi, se non fosse che non esiste un ordine di importanza, e quindi per farti Continua a leggere